"La vita è tutto quello che non ti aspetti, è la cosa più incredibile che ti è stata donata ma è anche quella più diabolica perchè nessuno ti ha detto come affrontarla"............"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
E' tempo di morire."


20/12/10

CKY
CARVER CITY

CARVER CITY, disco del 2009, grande dimenticanza per il sottoscritto. I CKY (vale a dire CAMP KILL YOURSELF) sono un gruppo hard rock statunitense che da noi non conosce nessuno e che negli USA ha un enorme successo. CARVER CITY è il loro quarto album e il biglietto da visita con la ROADRUNNER oramai considerata la casa discografica N.1 per quanto riguarda l'arte di accaparrarsi nuovi talenti nell' ambito hard rock/metal.
Ho deciso di scrivere qualcosa su questo disco perchè sono rimasto profondamente colpito dal suono originale che sprigiona questa band. Ascoltando il disco, i primi illustri predecessori che mi vengono in mente sono i BLACK SABBATH un po' più pop e psichedelici in tracce come la magnetica HELLIONS ON PARADE o la sabbathiana KARMAWORKS per poi passare a soluzioni psichedeliche ed elettroniche che mi fanno venire mente sonorità tipiche dell' hard rock/metal scandinavo più commerciale dei maestri SOILWORK (...AND SHE NEVER RETURNED); sonorità hard rock che sposano l'elettronica sorrette da una sezione ritmica variegata che sposa linee rock/prog e pop della migliore fattura come in tracce allucinate come PLAGUED BY IMAGES o WOE IS ME; il tutto condito con esperimenti rock/pop/dance come A#1 ROLLER RAGER che come una macedonia addolcisce un po' il palato prima del pezzo più prog dell'album, OLD CARVER'S BONES, che ricorda un po' i nostri GOBLIN in versione metallara; il pezzo sarebbe da considerare seriamente come colonna sonora ideale di un film horror.
Eccoci arrivati alla ballatona che chiude l'album, THE ERA OF AN END; era da un po' che non sentivo una lagna così.
Era da un po' che non sentivo un gruppo così strano in un panorama musicale dominato dalla componente MTV e da tutto il pattume che si trascina dietro.
Ad essere sincero il disco non è un capolavoro ma è in assoluto una bella alternativa a tutta la schifezza che viene venduta attualmente.
Consigliatissima comunque la versione special edition perchè contiene 4 bonus tracks che sono piccoli capolavori: le strumentali FISHERMAN'S WHARF, PT.1 e FISHERMAN'S WHARF, PT.2 e i rockettoni pop allucinati come DOUBLED UP ON TRAUMA e STRIPPED YOUR SPEECH.
Insomma CARVER CITY è proprio una bella macedonia che si lascia amabilmente ascoltare da tutti quelli che cercano qualcosa di alternativo e piacevole.
Da notare lo splendido artwork del grande TRAVIS SMITH, artista eclettico e alternativo, che ha curato anche le copertine di nomi dell'hard rock/metal come NEVERMORE, KATATONIA, ICED EARTH ecc.... L'artwork dell'album ricorda il film horror THE FOG, uno dei capolavori del grande JOHN CARPENTER.

VOTO 7/8

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