"La vita è tutto quello che non ti aspetti, è la cosa più incredibile che ti è stata donata ma è anche quella più diabolica perchè nessuno ti ha detto come affrontarla"............"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
E' tempo di morire."


19/08/10

IRON MAIDEN
THE FINAL FRONTIER


Questo disco venderà di brutto ma non ricorderà i fasti del passato.
Non c'è bisogno di presentare gli IRON MAIDEN, una delle band simbolo dell'heavy metal......forse la band metal per eccellenza. Ascoltando THE FINAL FRONTIER ci si imbatte in un BRUCE DICKINSON che, grazie a dio e nonostante l'età, mantiene sicuramente una voce invidiabile ma il disco non riesce ad essere superlativo come i capolavori del passato: THE NUMBER OF THE BEAST, POWERSLAVE, SOMEWHERE IN TIME e tanti altri...
Sembra che gli IRON MAIDEN non abbiano più veramente tanto da dire. Il disco si ascolta ma ci si trascina fino alla fine con una notevole fatica. Il primo pezzo SATELLITE 15....THE FINAL FRONTIER è un esperimento che mostra una band che ha voglia di rinnovarsi per poi arrivare alla bella cavalcata di EL DORADO sorretta dal grande basso di STEVE HARRIS; poco dopo l'album cade nelle banali MOTHER OF MERCY e COMING HOME che iniziano bene e si screditano poco alla volta nei ritornelli dove vediamo un BRUCE DICKINSON che si strizza i testicoli per mantenere tonalità alte della voce di cui se ne farebbe volentieri a meno.
Si passa alla veloce THE ALCHEMIST che rimette in carreggiata il gruppo seguendo le tipiche coordinate del suono IRON MAIDEN per poi arrivare agli esperimenti riusciti in parte di ISLE OF AVALON e STARBLIND. Anche THE TALISMAN risulta un altro pezzo banale e privo di spessore.....da dimenticare. THE MAN WHO WOULD BE KING è sicuramente una delle tracce che mi è piaciuta di più a fronte di un lotto di canzoni probabilmente da scordare nella grande discografia del gruppo. Gli 11 minuti di WHEN THE WILD WIND BLOWS rappresentano forse il pezzo meglio riuscito del disco. Tutto dire.....
Premetto che sono e sono stato un grande fan degli IRON MAIDEN ma faccio una fatica incredibile ad ascoltare questo album fino alla fine. Rimango uno di quei fan che ancora non credono che il gruppo sia arrivato al capolinea.
Grandissimi comunque...........

VOTO 5/6

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