Come ti permetti?
di
CRISTINA ORLANDI
di
CRISTINA ORLANDI
Primo lavoro di Cristina Orlandi. Un'opera strettamente autobiografica che ripercorre i momenti lavorativi che Cristina ha trascorso e subito sulla pelle nella sua esperienza lavorativa in una delle realtà più comuni della società odierna: il call center, un universo lavorativo che ha ormai invaso le più importanti e stimate aziende di ogni settore. Un'opera scritta in maniera semplice e molto scorrevole che si legge con curiosità e interesse; è impostata come una lettera indirizzata a determinati "personaggi" -"protagonisti" tipici di una realtà come il call center e probabilmente di qualsiasi altra area lavorativa. La cosa che colpisce di più è sicuramente la disinvoltura con cui Cristina si descrive senza alcuna inibizione attraverso lo strumento della scrittura. Da questo emerge una persona dolce, sensibile e un pò stravagante ("che non guasta mai!!") che non è disposta a sottostare a stupide regole e taboo con cui ognuno di noi è spesso costretto a fare i conti. Emerge una persona coraggiosa che non ha paura di esprimere la sua opinione alla luce di una realtà proibitiva ed estremamente competitiva come quella del call center. Cristina spiega in maniera semplice ma efficace un luogo di lavoro dove i "poveri" la fanno da padrone e lottano, soffrono, piangono e sono sempre alla ricerca di una sicurezza che forse non arriverà mai.L'obiettivo dell'autrice è quello di fare ridere e soprattutto riflettere il lettore su un mondo lavorativo che appare drammatico e deprimente dove un qualsiasi lavoratore volenteroso e capace, indipendentemente dal titolo di studio, dalle precedenti esperienze lavorative ecc.. , non riesce ad esprimersi nella maniera più adeguata per la presenza di un sistema opprimente, degradante e fatto di caste che la fa da padrone.
Grazie Cristina.....sei stata la voce di tutta una serie di persone, tra cui anche io, che non hanno mai avuto il coraggio di ribellarsi ed opporsi ad un sistema negativo e proibitivo che costringe a perdere le speranze nei confronti del futuro. Spero che questo libro non sia il primo e l'ultimo. Mi hai permesso di vedere un lato di te che non credevo, il lato più dolce ed intimo di una donna forte che ha saputo affrontare e vivere le situazioni più dure, sia dal punto di vista familiare che lavorativo, che non si è tirata indietro ed è riuscita ad insegnare nel suo piccolo che non bisogna mai tirarsi indietro. Probabilmente se leggerai queste righe dirai: "CACCHIO, MA GABRI E' UBRIACO!!!! IO VOLEVO SOLO SFOGARMI!!! CHE ESAGERATO!!!"
Ti confesso che forse hai ragione!!!!!!!!!! Io però apprezzo molto le persone che sanno mettersi in gioco e non hanno paura di confrontarsi con la realtà!!!!!!!!!! Mi hai dato un insegnamento........Spero di rivederti anche solo per prendere un caffè ma soprattutto spero che il mio piccolo contributo nel recensire il tuo libro possa aiutarti a non smettere di continuare questa splendida esperienza che è SCRIVERE!!!!!!!!!!!
Grazie ancora..............Gabri..........

Gabri... mi hai lasciata senza parole... un entusuasmo così totale... Grazie!!! Certo che continuerò a scrivere... sembra che la scrittura sia l'unico modo per poter esprimere me stessa e quello che penso... non a caso, questo mio primo libro è intitolato "come ti permetti?" : spesso la sensazione è di non poter parlare, tanto la gente o ti chiude brutalmente il becco, o ti toglie il saluto... a proposito di questa esperienza del call center, la delusione più grande non è stata come mi ha trattata l'azienda, e nemmeno l'inconsistenza dei cosiddetti sindacati, bensì l'atteggiamento delle colleghe... hai capito chi è "Antonietta"? Non potrò mai perdonarle la sua falsità nel fingersi amica quando le conveniva,(tipo le serviva aiuto nel capire le "difficilissime" operazioni di lavoro da svolgere, visto che da sola non ci arrivava) per evitarmi come la peste quando si è resa conto che ero diventata scomoda... Beh, non a caso, ora è "responsabile di un Ufficio di 'sta Mxxxxx"... il leccare i culi giusti (si può scrivere "leccare i culi" nel tuo blog?) alla fine ha dato i suoi frutti... che schifo!!!! E, una roba così, non dovrei scriverla nero su bianco? ah ah ah... sta fresca !!!
RispondiEliminaComunque... volevo ringraziarti soprattutto per aver compreso fino in fondo lo scopo del mio libro: oltre a sfogarmi ad esprimere quello che sentivo e non potevo dire a nessuno... last but not least... ridere e fare riflettere su questo sistema ridicolo... lo so, ho emulato Paolo Villaggio... andando anche oltre perchè, essendo donna, sono una rompicoglioni... quindi non me la sono presa solo con "la mega-azienda" e con i colleghi, ma anche con i sindacati... buoni, quelli! "Tu fai come gli altri, se no vedrai!!!".
Ecco, alla fine, tutto si può risolvere in una barzelletta perchè, come ha detto Marjane Satrapi "L'unico modo per sopportare l'insopportabile è di riderci sopra"
Grazie ancora, Gabri!!! A presto!!! :)
Cri