"La vita è tutto quello che non ti aspetti, è la cosa più incredibile che ti è stata donata ma è anche quella più diabolica perchè nessuno ti ha detto come affrontarla"............"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
E' tempo di morire."


30/10/11

Jane's Addiction
THE
Great Escape Artist


Era da tempo che aspettavo il ritorno dei JANE'S ADDICTION, una delle band più influenti del rock anni 90. Con questo album mi aspettavo un ritorno al passato e a grandi album come NOTHING'S SHOCKING e RITUAL DE LO HABITUAL ma quello che vedo è un ammorbidimento di suono già iniziato con l'album precedente STRAYS. THE GREAT ESCAPE ARTIST, a mio parere, è un bel album di rock moderno con belle sonorità e belle canzoni ; il problema è che dai JANE'S ADDICTION ci si aspetta qualcosa di più vista la bravura dei musicisti e l'impronta incisiva lasciata dai loro lavori precedenti nel mondo del rock.
L'album parte con "UNDERGROUND" che risulta un buon pezzo rock d'apertura sorretto da un riffone molto stoner; si prosegue con END TO THE LIES che trasuda psichedelia fino ad arrivare alla traccia successiva, CURIOSITY KILLS, in cui diventa palpabile l'ammorbidimento di suono e la virata verso sonorità più pop e easy listening. Eccoci arrivati al primo singolo, IRRESISTIBLE FORCE (MET THE IMMOVABLE OBJECT): il pop di CURISITY KILLS prosegue anche in questa bella canzone dotata di un refrain estremamente accattivante e di un bel assolo senza troppe pretese che condisce il pezzo e ne fa un buon prodotto da classifica. La bravura e la classe di DAVE NAVARRO alla chitarra nonostante si sia arrivati alla quarta traccia dell'album non si sente ancora; allo stesso modo dimentichiamo la potenza e le ritmiche tribali e complesse alla batteria di STEPHEN PERKINS.
Il pezzo successivo, I'LL HIT YOU BACK, è una traccia pop che non dice niente di nuovo e lascia l'amaro in bocca per la mancanza di idee. L'album viene ritirato su in TWISTED TALES, traccia dotata di un bel riff dolce e intrigante che risolleva in parte la mancanza di idee che è emersa precedentemente. ULTIMATE REASON ritorna al rock in maniera pacata senza mostrare nulla di incredibile; una nota di merito per il pezzo successivo, SPLASH A LITTLE WATER ON IT, una ballatona rock farcita di un grande assolo di DAVE NAVARRO. Dopo un po' di luce l'album ripiomba nel buco delle idee ed esce un pezzo insulso come BROKEN PEOPLE. Il disco si conclude con WORDS RIGHT OUT OF MY MOUTH, un rock veloce e tirato che ricorda un po' i PEARL JAM ; ascoltabile ma nulla di che.
In conclusione, i JANE'S ADDICTION, sono comunque una grande band capace di incidere dischi del calibro di RITUAL DE LO HABITUAL e credo abbiano ancora molte idee in serbo....speriamo non buttino tutto all'aria. Il disco è comunque ascoltabile e godibile ma ovviamente risulta anonimo rispetto ai lavori precedenti.

VOTO  6

21/10/11

STAiND


Altra band post GRUNGE ritornata con un nuovo album . Questa volta non siamo di fronte ad una disfatta come nel caso dei COLD .
Anche gli STAIND ripercorreno le stesse vie intraprese dalle band che hanno fatto la storia del GRUNGE con tendenze più METAL . L'album di debutto , "TORMENTED" , mischiava SEPULTURA , KORN , ALICE IN CHAINS e mostrava una band al passo coi tempi ; l'album successivo , "DYSFUNCTION" , proseguiva sulle stesse coordinate e ha fruttato al gruppo il grande successo e il tanto denaro . In seguito è uscito quel "BREAK THE CYCLE" che ha mostrato il gruppo al mondo intero e ha riempito le casse della macchina STAIND ; AARON LEWIS è diventato il simbolo del nuovo movimento post GRUNGE (il simbolo del ragazzo sfigato e triste che è scontento della vita : una storia trita e ritrita) con il video di "IT'S BEEN AWHILE" e con FRED DURST dei LIMP BIZKIT nella canzone "OUTSIDE" . Da qui inzia il declino artistico della band che pensa solamente a fare i soldi e ha produrre dischi MTV oriented : "13 SHADES OF GREY" , "CHAPTER V" e "THE ILLUSION OF PROGRESS" .
Siamo nel 2011 ed esce "STAIND" e devo dire che , dopo i 3 album precedenti , sono rimasto incredibilmente colpito dalla freschezza e dalla potenza di questo disco . "STAIND" porta indietro la band fino a "TORMENTED" , il loro primo album ; Torna lo screaming e tornano le belle canzoni . Siamo di fronte ad un disco metal moderno dotato di canzoni di grande impatto in cui emergono sia la bella voce potente e allo stesso tempo melodica di AARON LEWIS che il virtuosismo chitarristico di MIKE MUSHOK . Il disco inizia con macigni come EYES WIDE OPEN e prosegue con un singolo come NOT AGAIN che parte con un riffone spacca ossa , rallenta nella strofa , riparte con le urla di AARON LEWIS nel ponte , si apre con il ritornello e il tutto è condito dal bel assolo di MIKE MUSHOK che parte sul pulito ed esplode sul distorto ; è un po' il modello del pezzo metal moderno . Si prosegue con FAILING e la depressione la fa da padrone come in puro stile STAIND ; passiamo a WANNABE e gli STAIND , in collaborazione con SNOOP DOGG , danno vita ad un pezzo rabbiosissimo dotato di un assolo spaventoso....grande MIKE MUSHOK . Eccoci arrivati alla ballatona THROW IT ALL AWAY e le atmosfere si stemperano per poi passare alla bella TAKE A BREATH che mischia rabbia e melodia come la successiva THE BOTTOM presente nella colonna sonora dell'ultimo film sui TRANSFORMERS . Passiamo a NOW che è una delle tracce migliori dell'album per il suo ritmo veloce , il bel riff e la carica emotiva sprigionata dalla melodia e dalla splendida voce di AARON LEWIS . Le atmosfere si fanno ancora più pesanti e rarefatte con la successiva PAPER WINGS , uno dei pezzi più pesanti scritti dagli STAIND ; dopo tanta cattiveria e disperazione , il tutto viene stemperato dall'ultima traccia dell'album , SOMETHING TO REMIND YOU ; bella voce , canzone accattivante e tanta depressione.
In definitiva un grande disco ed un grande ritorno . Speriamo che il gruppo continui in questa direzione indipendentemente dalle mode del momento .

VOTO 8
COLD
S U P E R F I C T I O N


Il ritorno dei COLD , band americana votata al revival GRUNGE che si rifà a mostri sacri come ALICE IN CHAINS e SOUNDGARDEN per citarne due a caso . Devo essere sincero, io sono rimasto affascinato dai loro due album di maggior successo "13 WAYS TO BLEED ON STAGE" e "YEAR OF THE SPIDER" (successo devo dire solo in patria dove il genere va per la maggiore) ma con SUPERFICTION abbiamo veramente toccato il fondo; già con "A DIFFERENT KIND OF PAIN" viaggiavamo su coordinate prive di idee interessanti e prettamente easy listening da classifica MTV ma questa volta siamo di fronte , purtroppo , ad un disco che a mio parere non fornisce alcuno spunto di interesse .
SUPERFICTION è un disco che ascolti una volta , forse due, e poi ne fai volentieri a meno . Le canzoni sanno di già sentito e sembrano copie di pezzi presenti nei loro precedenti album . La traccia migliore è forse la prima "WICKED WORLD"......Niente di eclatante.....
Disco da dimenticare..............

VOTO 2

02/02/11

STONED MACHINE
HUMAN REGRESSION


Un disco stoner di classe direttamente dal territorio ravennate. Questo HUMAN REGRESSION mostra una band che, già attiva dal 2003, ha voglia di mettersi in gioco in un mercato complicato e proibitivo come quello italiano e non solo, mostrando una maturità fuori dal comune e dando alla luce un disco dotato di grandi qualità e spunti notevoli.
Al primo ascolto ci si sente subito scaraventati da bordate chitarristiche tipicamente stoner con il pezzo di apertura INTOXICATION per poi approdare su lidi più tendenti al grunge con BACK TO LIVE IN ME. Gli STONED MACHINE suonano veramente KYUSS e HUMAN REGRESSION, solo dalle prime due tracce, sembra proseguire il discorso e il vuoto incolmabile lasciato da quella band seminale. Con IF YOU CAN le atmosfere cominciano a farsi ulteriormente pesanti e la band spinge sull'acceleratore con un pezzo che non lascia vie di fuga e il tutto è accompagnato dalla voce di LUCA DAMASSA, cantante dotato di un notevole timbro vocale, che mischia le corde di DAVE WINDORF (MONSTER MAGNET) a quelle di SCOTT WEILAND (STONE TEMPLE PILOTS). Il pezzo successivo, BED OF SIN, continua il cammino desertico intrapreso dalla band per poi arrivare alla bella OCEAN che risulta più pacata ma non meno rock. SHUT UP e FIRE IN MY HANDS sono estremamente KYUSS oriented e sembrano uscite direttamente dalle mani di JOHN GARCIA e JOSH HOMME; OUT OF MY WAY mischia il grunge al metal ed è sorretta da un riffone che sembra partorito dalla chitarra di TOM MORELLO.
Dopo il muro sonoro dei pezzi precedenti, eccoci arrivati al piccolo capolavoro dell'album : LISTEN TO THE WIND ; una traccia acustica di una bellezza invidiabile che trasporta l'ascoltatore in un viaggio sonoro rilassante e sognante che trasuda voglia di libertà.
Superata la parentesi acustica la situazione si fa nuovamente metallica con la tuonante HUMAN REGRESSION che, dotata di un refrain orecchiabile, porta l'ascoltatore alla conclusione dell'album.
HUMAN REGRESSION è veramente un bel album dotato di un buon numero di pezzi che faranno la gioia sia degli amanti dello stoner/doom che di quelli più rock/grunge. E' un disco ben fatto contraddistinto da muri di chitarre ribassate e una sezione ritmica tipicamente stoner e metal che viene spezzata sul finale da un gioellino come LISTEN TO THE WIND.
STONED MACHINE: una bella sorpresa tutta italiana ; questo è segno che anche noi, se vogliamo, facciamo musica di qualità.

VOTO 9

31/01/11

MR. BIG
WhAT iF ...


Questo WHAT IF... si presenta come una delle uscite più calde e attese del 2011. Siamo di fronte al ritorno di una delle band hard rock più amate e popolari : i MR. BIG che non hanno bisogno di presentazioni.
Un gruppo dotato di musicisti talentuosi che hanno scritto alcuni capitoli di rilievo dell'hard rock melodico anni 80/90 come LEAN INTO IT e BUMP AHEAD. Una band estremamente popolare formata dal dotato singer ERIC MARTIN, il cosiddetto "eddie van halen del basso" BILLY SHEEHAN, il talentuoso batterista PAT TORPEY e il grande PAUL GILBERT alla chitarra (ricordiamo che GILBERT
è stato inserito al 4º posto da GuitarOne nella lista dei più grandi shredders di tutti i tempi).
Quindi parliamo di un grande ritorno sulle scene di una band che aveva lasciato un vuoto incolmabile.
WHAT IF... inizia con un rockettone da classifica, UNDERTOW, che è diventato subito il primo singolo dell'album mostrando una band in forma smagliante e GILBERT delizia le orecche dell'ascoltatore con tutta la classe che lo contraddistingue. Il pezzo successivo, AMERICAN BEAUTY, spinge il pedale sull'acceleratore in un hard/blues velocissimo che si stempera nella successiva STRANGER IN MY LIFE che è una tipica ballata strappa lacrime alla MR. BIG che si ricorda subito al primo ascolto.
NOBODY LEFT TO BLAME introduce sonorità nuove ai MR.BIG e rappresenta forse il pezzo più particolare dell'album. STILL AIN'T ENOUGH FOR ME riprende il discorso iniziato da AMERICAN BEAUTY e bombarda l'ascoltatore con un altro bel pezzo velocissimo che mostra per l'ennesima volta tutta la caratura superiore dei musicisti coinvolti. ONCE UPON A TIME e AS FAR AS I CAN SEE sono sorrette da riffoni hard rock e farcite da assoli di chitarra e basso che fanno gridare al miracolo ma peccano di già sentito e alla lunga rischiano di far cadere il tutto nel dimenticatoio.
La successiva ALL THE WAY UP, il secondo singolo del disco, è un altro pezzo easy listening alla MR. BIG che è sorretto da una gradevole melodia e dalla splendida voce di ERIC MARTIN. I WON'T GET IN MY WAY è uno dei pezzi migliori dell'album ed è dotato di una incredibile melodia rock che riporta WHAT IF ... ai livelli alti dopo la parentesi commerciale di ALL THE WAY UP con un duello chitarra/basso a colpi di assolo.
La successiva AROUND THE WORLD è un altro pezzo sparato a mille che non fa che confermare la bravura e la tecnica inarrivabile di BILLY SHEEHAN e PAUL GILBERT.
La finale I GET THE FEELING chiude il disco in maniera indolore ma lascia un po' di amaro in bocca. Di tutt'altro giudizio è la bonus track, UNFORGIVEN, che non racconta nulla di nuovo ma sa ammagliare con il suo incedere hard/blues incupito.
Poche parole: Uno dei dischi rock del 2011 e un ritorno in grande stile di una delle band più talentuose dell'hard rock: i soli e unici MR. BIG.

VOTO 8

02/01/11

FEDE X TRINITY
LOOKING FOR A NIGHTLIGHT



Uscita indipendente di classe e di spessore proveniente dal territorio bolognese.
Ecco a voi il debutto discografico di FEDERICO ALBERTAZZI, chitarrista bolognese e amico di vecchia data, che ha militato nel passato in realtà hard rock/metal come gli AFTER LIFE, per citarne una, e in questa occasione si trova solo ma ben accompagnato da una grande sezione ritmica nelle mani di MARCO PARADISI al basso e DANIELE BERNI alla batteria.
Il tutto va sotto il nome di un progetto chiamato FEDE X TRINITY di cui FEDERICO è il deus ex machina e il motore trainante di un disco che ripercorre tutte le sue radici e gusti musicali.
LOOKING FOR A NIGHTLIGHT è un disco strumentale magistralmente suonato e spazia dall'hard rock incupito di KILL YOUR DEMONS che parte acustica per poi esplodere con un riff trita ossa al ruggito di "BABY...KILL YOUR DEMONS". Il secondo pezzo, HOT PURSUIT, segue il percorso tracciato dal primo e ricorda mostri sacri come gli EXTREME in un rifferama tipicamente anni 80/primi 90, il tutto farcito da assoli di classe che non scadono mai nell'ascolto noioso e privo di interesse che è una patologia tipica dei dischi strumentali.
TASTE YOUR BODY è un pezzo rock fatto di grandi assoli e cambi di tempo con uno splendido e riuscito intermezzo blues scandito dall'effetto wah-wah che addolcisce momentaneamente le atmosfere tipicamente rock. A DIFFERENT POINT OF VIEW ricorda i VAN HALEN e contiene alcuni degli assoli più tecnici di LOOKING FOR A NIGHTLIGHT; il disco prosegue ammorbidendosi con un brano tipicamente fusion come TIME OUT che rimanda a mostri sacri come ERIC JOHNSON per poi arrivare alla piacevole e ritmata TELL ME YOUR LOVE in cui la batteria si sposa alla perfezione con gli assoli di chitarra di FEDERICO.
PRIVE' alza i toni e rimanda ad atmosfere anni 70 con un massiccio uso di wah-wah per poi arrivare al pezzo più marcio del disco, RODEO SUN, che strizza l'occhio ai grandi ZZ TOP e alla mitica chitarra di BILLY F. GIBBONS (a mio avviso uno dei pezzi più belli di LOOKING FOR A NIGHTLIGHT).
DANCING ON MY CAMARO è sorretto da un riffone che ricorda capolavori come JESUS SAVES dei SAVATAGE e si imprime nella mente al primo ascolto. L'album si conclude con una piccola grande chicca come SACRED PATH che ha il pregio di saper accompagnare l'ascoltatore fino alla fine in un viaggio acustico e sognante.
LOOKING FOR A NIGHTLIGHT è il desiderio realizzato di un chitarrista di razza come FEDERICO ALBERTAZZI che è riuscito a sfornare un piccolo gioiellino sonoro a cui manca solo una buona distribuzione discografica.
E' proprio vero che la buona musica rimane un privilegio di nicchia: il privilegio di poter ascoltare piccoli grandi dischi come questo.

VOTO 9
Papa RoacH
TIME FOR ANNIHILATION ..... ON THE RECORD & ON THE ROAD

Il primo live dei PAPA ROACH. In verità si tratta di un album costituito da 5 pezzi inediti e 9 dal vivo. Oramai i PAPA ROACH sono una band estremamente rodata che ha superato indenne il boom e la successiva dipartita del nu metal passando da un successo clamoroso degli esordi con il loro bestseller INFEST che ha spopolato nel 2000 mostrando un album fresco e senza fronzoli che mischiava vari generi (punk, metal, grunge, hip hop) e si rifaceva a mostri sacri del crossover come i FAITH NO MORE. Con il tempo ed i vari album, la band si è ammorbidita in favore di un rock più commerciale e easy listening osannato e pluricommercializzato da MTV.
Le prime 5 tracce di TIME FOR ANNIHILATION ..... ON THE RECORD & ON THE ROAD è proprio il risultato di quanto ho appena detto poichè siamo di fronte a 5 possibili singoli che possono tranquillamente dominare le classifiche. Pezzi carini ma a mio avviso privi di spessore. Dopo i primi 2 ascolti si dimenticano subito.
Di tutt'altra opinione è il resto del disco che risulta a tutti gli effetti un buon live con una band che si trova estremamente a suo agio più in fase live che su disco e ritira su le sorti di un ascolto che in prima battuta è risultato un po' debole e privo di contenuti.
La performance contiene successoni come LIFELINE, SCARS, la dolcissima FOREVER e i cavalli di battaglia BETWEEN ANGELS AND INSECTS e LAST RESORT.
Un album riuscito in parte di una band ormai famosissima che dal vivo sa il fatto suo.

VOTO 5/6